Ritornare Quando È Troppo Tardi: Il Valore di Restare

E così alla fine tutti tornano perché riemerge la nostalgia dell’inizio.
Tornano quando non c’è più bisogno, quando il sole di mezzogiorno ha ormai asciugato l’acqua sulla sabbia del mare al tramonto, quando il vento anziché bussare lieve spacca i vetri la notte, quando è inesorabilmente tardi.

Un attimo dopo che ci si è abituati all’assenza, come la luce accesa alle sette del mattino, la felicità che va a giocare d’azzardo e perde tutto per strada. Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio e non quando conviene, e se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace.

Se non si è stati in grado di restare al momento giusto non si deve inventare un momento giusto per tornare. Non si scippano sorrisi in ritardo. Le curve dei sorrisi fanno girare la testa all’amore, quelle dell’arcobaleno incantano l’anima della pioggia fermandola, ma ciò che di prezioso è ignorato si dilegua alla svelta.

In un’altra vita ti dissi che a volte il vero coraggio è quello di restare e non quello di andare. Oggi ti dico che c’è sempre un motivo valido per andare, come per restare, è la parte che prevale che fa la differenza.

Quando te ne vai, però, anche se non lo sai, senza sprecare inutili parole, fai una promessa silenziosa, la promessa che siccome hai scelto di andartene non tornerai.

~Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto~

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Un’intensa riflessione sul ritorno,
sull’amore, sulla nostalgia e sulle occasioni perdute.

A volte il vero coraggio non è tornare,
ma restare quando conta davvero.

~ © Giulia ~

La bambina che ero: ricordi di un’infanzia felice e spensierata…

La mia infanzia non è soltanto un ricordo. È una voce lontana che ogni tanto torna a chiamarmi, nei giorni silenziosi, quando la nostalgia si posa sul cuore come la luce dorata di un tramonto.

Ricordo un tempo in cui tutto sembrava possibile. Le giornate erano infinite, i sogni non conoscevano confini e la felicità si nascondeva nelle cose più semplici: una corsa a perdifiato, una risata condivisa, un pomeriggio che sembrava non dover finire mai. Vivevo senza sapere quanto fosse prezioso quel mondo, perché da bambini si dà per scontato ciò che poi, crescendo, diventa un tesoro.

Rivedo i volti, le strade, i luoghi che hanno custodito i miei primi sorrisi. Li porto dentro di me come pagine consumate di un libro che conosco a memoria e che, nonostante il tempo, continua a emozionarmi ogni volta che lo apro. Ci sono profumi che mi riportano indietro in un istante, suoni che risvegliano emozioni dimenticate, frammenti di vita che riaffiorano all’improvviso e mi ricordano chi ero.

E allora sento una malinconia dolce, quasi gentile. Non è tristezza. È il desiderio impossibile di sfiorare ancora una volta quei giorni, di rivedere quella bambina che guardava il mondo con stupore, senza sapere che un giorno avrebbe sentito la mancanza di quella leggerezza.

Forse l’infanzia è questo: un paradiso che comprendiamo davvero soltanto dopo averlo lasciato. Un luogo che non possiamo raggiungere con i passi, ma soltanto con il cuore. E ogni volta che vi ritorno con la memoria, tra sorrisi e nostalgia, mi accorgo che una parte di me è rimasta lì, a correre sotto un cielo immenso, convinta che il tempo non sarebbe mai passato.

Ma il tempo è passato.

Eppure quei giorni continuano a vivere dentro di me, più forti degli anni, più vivi della distanza. Come una luce accesa in fondo all’anima, che illumina il presente e mi ricorda che, una volta…

sono stata infinitamente felice. ✨🌙❤️

 

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I ricordi dell’infanzia sono carezze che il tempo non cancella.

~ © Giulia ~

Senso e Memoria

Guardo la tua immagine attraverso il Senso e la Memoria,
e mi perdo nell’attimo infinito.

Trecce spettinate, pelle chiara, guance rosse dopo le corse nei prati,
una bambola-pannocchia stretta tra le braccia,
fanciulla-crisalide che già vive in Te…

Eco profondo dell’anima,
non ti lascerò allontanare da me.

Io… no…!
non posso fare a meno di amarti.
Perché Tu sei Me,
e Io sono Te.

Io sono…
una piccola donna che un giorno è stata una bambina.

Ascoltando: Ludovico Einaudi – Experience

~ © Giulia ~